Marketing Philarmonic Orchestra

Marketing Philarmonic Orchestra

Un’orchestra sinfonica è normalmente composta da circa 40 elementi.

40 soggetti per eseguire un’unica melodia. La maggior parte di noi non sarebbe in grado di distinguere tutti gli strumenti, alcuni dei quali magari contribuiscono solo in un piccolo passaggio.

Trovo molte affinità con il marketing. Abbiamo da anni abbandonato l’idea del professionista “one man band” e ormai anche le agenzie più strutturate si sono verticalizzate.

Questo perché i diversi strumenti sono sempre più complessi e ricchi di potenzialità, da esplorare in modo dedicato.

Cosa, invece, è rimasto al palo? Cosa non è cresciuto di pari passo?

La competenza dei direttori d’orchestra: manager e uffici marketing.

10 anni fa magari collaboravano con un’agenzia. Poi hanno diviso online e offline.

Oggi discutono con tanti specialisti di SEO, SEM, UX, UI, exhibition design, video, social, DEM, marketing automation, CRO, e-commerce, app, PIM, CRM, ERP, AR, VR, e chi più ne ha più ne metta.

Soggetti che magari non si conoscono, che hanno di fronte il loro spartito ma non immaginano la melodia completa.

Come direbbero quelli del marketing scientifico: «Un bel casino».

Chi non si occupa di marketing non può comprendere la complessità che gestisce oggi un ufficio marketing.

Soprattutto se di una piccola o media azienda.

Soprattutto se è confuso con un ufficio comunicazione.

Soprattutto se è sballottato dalle richieste estemporanee «oggi per ieri» dei colleghi dall’area commerciale.

L’ufficio marketing ha in mano la bacchetta del direttore d’orchestra, non quella di Mago Merlino.

Spesso, evidentemente, ci si confonde.

E allora come migliorare il lavoro degli uffici marketing?

  1. In primo luogo con una migliore consapevolezza del loro ruolo, della loro importanza e della complessità che essi gestiscono (no, mio cugino non potrebbe farlo ma neppure il classico figlio dell’imprenditore che vuole «giocare col marketing»)
  2. L’ufficio marketing deve essere sempre meno operativo e sempre più analitico e strategico. Alla lunga i professionisti esterni saranno sia più bravi che più economici di un dipendente. Ma questo vale per i diversi aspetti operativi. Non chiedete al direttore d’orchestra di coordinare i musicisti e di suonare pure clarinetto e violino nel frattempo.
  3. Servono spartiti ben fatti. Se la strategia non è ben chiara e formalizzata il più bravo musicista non eseguirà la melodia che cerchi.
  4. Serve formazione dedicata. Essere un ottimo musicista è una condizione necessaria ma non sufficiente. Un direttore d’orchestra studia tra i 4 e i 5 anni. Ovviamente dopo tutto il percorso di conservatorio e la scuola di composizione. Allo stesso modo un marketing manager deve essere messo nelle condizioni di formarsi, in modo permanente, per il suo ruolo.

Si possono dirigere 40 membri dell’orchestra e al tempo stesso sentirsi particolarmente soli sul piccolo podio con la bacchetta in mano.

Sempre di più per fare bene marketing non serve avere grande fantasia.

È fondamentale riuscire a creare la corretta armonia.

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One Comment

  1. […] Visione strategica e completa: il marketer è e dovrà sempre più diventare un direttore d’orchestra con la bacchetta in mano e non con uno o più strumenti da suonare. Il che non significa essere “direttivo”. Significa conoscere i diversi strumenti al punto da saperli mettere tutti in armonia. Ne ho scritto in modo più dettagliato in questo post […]

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