Dimmi chi sei. Raccolta di sottolineature dall’ultimo libro di Riccardo “Skande” Scandellari

Dimmi chi sei. Raccolta di sottolineature dall’ultimo libro di Riccardo “Skande” Scandellari

Prima di tutto un’avvertenza a te che stai leggendo: non sono imparziale! Adoro sia Riccardo, persona squisita, sia Skande, professionista puntuale e saggio come vorrei essere io.

Detto questo, procediamo! Sono vecchio dentro e leggo ancora solo libri di carta, rigorosamente con matita colorata al seguito per sottolineare, cerchiare, appuntare.

 

Le frasi da «WOW»

Ecco una lista delle frasi che hanno meritato più sottolineature, o magari la scritta «WOW» di fianco.

Ogni volta che eviti il giusto in favore del facile, ti stai illudendo e ti poni all’interno di un modello inconsistente di promozione vaga e inefficace.[…] Il marketing non è basato sull’urgenza del risultato. È fondato su rispetto, assistenza, fiducia e promesse mantenute. […] Tutto questo, però, richiede di liberarsi dal giogo del tempo, dalla dopamina dell’engagement forzato e dalle aspettative a breve termine. Il marketing è per chi ha tempo e ne comprende il suo valore.

Quanto è vero in un mondo dove tutti sembrano pronti a venderti elisir di lunga vita e pillole dimagranti! Non per nulla questo concetto è inserito nell’incipit.

 

Illuminare le persone è un buon metodo per farsi amare, ricordare o apprezzare. Una modalità costosa energicamente, ma in cui avrai poca concorrenza.

Troppe volte vedo strategie che nascono dall’idea della CTA (call-to-action). La CTA funziona se è la naturale conseguenza di valore creato molto, molto prima.

 

La conoscenza diventa potere solo quando viene applicata correttamente e diventa consapevolezza, esperienza, azione. In una sola parola, ormai fuori moda, saggezza.

Come dico sempre: i dati sono inutili e costosi se non aiutano a prendere decisioni migliori in meno tempo.

 

Perché, se è vero che ci dimentichiamo in fretta di chi incontriamo nell’ascensore delle risposte, difficilmente dimentichiamo chi ha viaggiato con noi sulla barca a vela della visione.

Dobbiamo imparare a coltivare la visione di lungo termine, e a condividerla con clienti, partner e dipendenti. È la comune visione che ci tiene uniti ogni giorno.

 

Perché ho scritto questo libro o gli articoli del mio blog? […] per tentare di governare le percezioni che ha nei miei confronti il pubblico che mi concede temporaneamente la sua attenzione.

L’attenzione è un mezzo, non il fine. Il fine è governare le percezioni. Perché il nostro brand è ciò che passa per la testa delle persone, non nella nostra. Più ci metteremo al timone della percezione e più il gap tra “auspicato” e “realizzato” sarà minore.

 

Il venditore smette di essere “cacciatore” per diventare un “agricoltore”.

Mal sopporto il lessico da maschio alfa che troppo spesso permea il linguaggio delle vendite. Testa china, lavoro duro e molta cura: questo rende un venditore un grande venditore. In una parola: umiltà.

 

Ciò che è scarso è il rispetto, mantenere la parola data, essere trasparenti e corretti. Scarseggiano la vera preparazione, l’originalità, la dedizione e la puntualità.

In un mondo che è sempre alla ricerca impossibile di fattori distintivi, spesso dimentichiamo ciò che fa davvero la differenza.

 

Se non sei pronto a cambiare la tua dieta o i tuoi allenamenti, non salire sulla bilancia. Nella comunicazione vige la stessa regola. I dati servono a cambiare idea: se sei testardo o restio al cambiamento, risparmia questo tempo per altre attività più proficue.

In una società tecnocratica, rimettiamo l’io al centro: la persona, la reale motivazione, il nostro mindset.

 

Infine, concludo con una citazione più ampia, che merita di essere lasciata pulita, non corrotta da aggiunte e commenti. Stampala, se non su carta, almeno nella tua mente.

Ciao!

  • Se mi dici che l’offerta scade oggi non vedo solo la mia opportunità, ma sento la tua urgenza di vendere.

  • Se nel costruire il prezzo intacchi il valore pieno, significa che pensi che io non sappia distinguere la differenza tra 99 e 100 euro.

  • Se mi incalzi dicendo che rimangono solo cinque posti puoi mettermi ansia, tuttavia percepisco che hai bisogno di chiudere in fretta il tuo risultato.

  • Se mostri continuamente foto che ti ritraggono intuisco che hai un problema con te stesso.

  • Se crei titoli “acchiappa clic”, senza donare il valore promesso, penso che potenzialmente tu sia in grado di truffare in modi ben peggiori.

Amen.

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