Il più grande rischio dello smart working

Il più grande rischio dello smart working

Sono titolare di un’azienda nata smart, ben prima del Covid.

Oggi molte aziende hanno sperimentato vantaggi e difficoltà di tale approccio.

Il più grande rischio, che a mio avviso oggi è troppo sottovalutato, è legato al lavoro di team.

Perché lavorare in ufficio non è solo condividere spazi: è confrontarsi, gestire conflitti, trovare soluzioni insieme, far crescere i colleghi più giovani e molte altre cose.

Certo, se oggi hai in ufficio persone che lavorano 8 ore con lo sguardo fisso al pc e le cuffie in testa, lo smart working è decisamente fatto per te.

Ma in tutti gli altri casi, come il nostro ad esempio?

 

Lavorare in team è un lavoro, che si può e si deve imparare.

Non è (solo) un’attitudine personale. Vanno create le condizioni per favorirlo, vanno date indicazioni per metterlo in pratica.

Ecco alcuni brevi e semplici consigli dati da un non-esperto come me, ma che nascono dalla nostra esperienza di persone che lavorano fianco a fianco tutti i giorni, molti dei quali a qualche centinaio di km l’uno dall’altro:

  1. Metodo: deve esistere un metodo forte, condiviso, consolidato ai quali tutti fanno riferimento. Le persone devono essere messe in condizione di sapere sempre cosa fare
  2. Affiancamento iniziale intenso: le prime settimane di lavoro non possono essere gestite in smart. Full immersion iniziale in presenza e poi smart
  3. Pianificazione: condividere la lista attività su una delle tante piattaforme di lavoro condiviso (noi usiamo Teamwork)
  4. Riunioni brevi e frequenti: fare spesso il punto della situazione e con l’occasione anche fare magari due chiacchiere
  5. Piattaforme sì ma con video: potremmo scriverci tutto, ma preferiamo sempre trovarci nel nostro “ufficio virtuale su Google Meet” per parlarci e vederci. Stop a mail e chat!!
  6. Incontri in presenza: ogni tanto organizzare giornate in presenza per lavorare tutti insieme (e magari uscire a pranzo e cena)
  7. Magic moments: chiamo così quelle fasi di lavoro dove serve un guizzo in più. Per noi, ad esempio, è il kick off meeting coi nuovi clienti, che gestiamo sempre e solo in presenza e la fase in cui disegniamo la strategia dopo settimane di lavoro analitico. Non si possono gestire, salvo pandemie, via piattaforma. Allora mettiamo a budget un po’ di trasferte
  8. Team building: si fa presto a dire “team building”, purtroppo è un tema assai inflazionato. Però chi lavora in smart non può farne a meno. Non bastano le cene, i giochi, le gite: serve un progetto costante e “cazzuto”. Noi ci stiamo investendo non poco ma ne sono felice, perché pone le fondamenta per il buon lavoro insieme.

E tu, hai altri buoni consigli?

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