Perché è così difficile uscire da una crisi? 2 consigli per non finirci dentro

Perché è così difficile uscire da una crisi? 2 consigli per non finirci dentro

Le aziende che vivono momenti di difficoltà faticano enormemente ad attivare meccanismi in grado di farle uscire dalla loro situazione.

È come quando ci troviamo in una situazione di pericolo, ad esempio un incendio o un possibile annegamento. È spesso la paura a tradirci, perché o ci paralizza oppure ci offusca la mente e non ci fa compiere le scelte migliori, che magari sono anche semplici ma che in quel momento non riusciamo a focalizzare.

Allo stesso modo molte aziende in stato di crisi o di pre-crisi cominciano a “sbracciare”, ad attivare azioni di breve termine perdendo completamente di vista la strategia, si affannano in cerca di appigli, di soluzioni veloci quasi sperando possano essere miracolose. In una parola, esse diventano irrazionali.

Come hanno scritto Kevin Clancy e Peter Krieg, i due fondatori del marketing scientifico,

«your gut is still not smarter than your head» (la tua pancia non è ancora più intelligente della tua mente).

Più siamo irrazionali più peggioriamo la nostra situazione. Ansia che alimenta un agire scoordinato, un puro “scarico dell’ansia” che porta a non raggiungere obiettivi, il che amplifica l’ansia. Un loop, un circolo vizioso che è molto difficile, purtroppo talvolta impossibile, spezzare.

 

E allora che fare per affrontare le crisi?

Due sono i consigli che posso suggerire dalla mia esperienza:

  1. Curare molto l’attività di crisis management. Pensiamo alla crisi quando le cose vanno bene. La prevenzione è fondamentale perché se è vero quanto scritto poc’anzi, ovvero che quando siamo in crisi diventiamo irrazionali e quindi inefficaci, dobbiamo decidere cosa fare in caso di crisi prima di esserci, sperando di non esserci mai. Dobbiamo prevedere scenari diversi e schemi comportamentali diversi e correlati. Da un lato lavoreremo per costruire il nostro successo, dall’altro, se non ci saremo riusciti, sapremo cosa fare al meglio;
  2. Delegare in caso di crisi. Questo aspetto non riguarda analisi e strategia ed è ancora più difficile del precedente. Dobbiamo avere l’umiltà di capire quando non possiamo essere d’aiuto a noi stessi e alla nostra azienda e, anzi, potremmo essere dannosi. L’unica via è delegare a chi può avere uno sguardo lucido e non viziato dall’inevitabile stato emotivo che una crisi ci comporta

In un mondo complesso, dinamico e articolato come quello nel quale viviamo e lavoriamo, la crisi non rappresenta un’eccezione da evitare e di cui vergognarsi. Le più belle storie imprenditoriali sono piene di momenti di caduta che hanno reso il successo ancor più dolce.

Non si tratta quindi solo di evitare le crisi, ma anche di saperle prevenire e, in caso, gestire.

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Comments (2)

  1. Giorgio Scamuzzi
    Giu 26, 2018

    True!

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