MVP: approccio agile per start-up

MVP: approccio agile per start-up

Citazione Hoffman

Cosa significa questa affermazione?

Che, da startupper, non dobbiamo avere ansia da prestazione. Non è necessario che il nostro prodotto sia pronto e perfetto in ogni dettaglio, perché, semplicemente, non lo sarà mai.

Molti, invece, non si sentono pronti al grande lancio se non hanno tutte le sicurezze del caso. Questo ha molto più a che fare con la psicologia che non il marketing e il business.

Eric Ries, con il suo approccio di lean start-up, ci invita a ragionare per cicli. Al termine di ogni ciclo rilasciamo un prototipo del prodotto. Il primo sarà davvero dozzinale, ma conterrà l’idea forte della strategia e poi, via via, ciclo dopo ciclo, il prodotto si perfezionerà attraverso aggiustamenti e implementazione di nuove features.

Il primo prototipo messo in commercio viene chiamato MVP, Minimum Value Product, ovvero il prodotto minimo funzionante.

Questo approccio è utile anche in fase di valutazione dell’opportunità di business, in particolare nella fase denominata di product/market fit, nella quale si indaga se, come e quanto il prodotto immaginato possa essere risolutivo delle esigenze dei clienti.

 

Siate saggi e creativi: il caso IBM

Segretarie in ufficio

Un esempio storico, quando ancora non si parlava di start-up, è rappresentato da IBM. Essa aveva tutte le competenze e le tecnologie per sviluppare un software in grado di recepire i comandi vocali e tradurli in forma scritta e aveva pensato di sviluppare una macchina dedicata al mondo ufficio, in particolare per le segretarie, impegnate molte ore a scrivere. Cosa fecero? Svilupparono un prototipo altamente tecnologico col rischio di buttare molti soldi al vento?

No, utilizzarono saggezza e creatività. Posero delle persone in un ufficio di fronte a un terminale dietro al quale c’era un pannello e chiesero loro di dettare un testo alla macchina. Dietro al pannello, in realtà, c’era un operatore che scriveva con la tastiera. Cosa emerse in questo test? Che le variabili ambientali dettate dalla confusione di un normale ufficio e dalla pronuncia non sempre scandita delle persone, faceva elevare la percentuale di errore del possibile sistema. IBM decise di non investire in quel progetto.

 

Come sviluppare un approccio lean con MVP

Attenzione però! Cosa è fondamentale sapere per sviluppare un approccio lean con l’MVP?

Lo startupper o il marketer deve avere una chiara conoscenza:

  1. della visione complessiva del prodotto;
  2. delle funzionalità primarie del prodotto per il cliente.

Il prodotto, cioè, dovrà contenere da subito gli aspetti cruciali nella creazione di valore per il cliente, e si potrà permettere di prevedere in cicli successivi i rilasci di feature meno di impatto.

Tornando all’ansia da prestazione degli startupper (ma non solo!) essa è dovuta alla mancanza di chiarezza in merito al secondo punto appena accennato: se non so cos’è più o meno importante per il mio cliente, mi sento in obbligo di essere perfetto in tutto. Ma ciò è sbagliato perché ci costringe a consumare risorse di tempo e di denaro che per definizione sono scarse.

Torniamo, ancora una volta, alla centralità del pensiero del cliente. Se non partiamo da essa, ogni metodologia e ogni approccio non saranno sufficienti a garantirci il successo.

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