Voi del marketing siete tutti uguali

Voi del marketing siete tutti uguali

Ho trascorso una piacevole serata in compagnia di un imprenditore che mi ha contattato via LinkedIn.

È una persona molto competente e saggia; saggio come «colui che sa di non sapere».

Ne sa parecchio di marketing al punto di sapere cioè quali sono i suoi limiti. E cerca un supporto esterno.

Non mi ha contattato come “prima scelta”, anzi: ha conosciuto e parlato con diversi altri marketers.

Tanto da essersi fatto una chiara idea della categoria:

  1. I marketers riescono a scrivere pagine e pagine di libri per dire, alla fine, 4 concetti in croce
  2. I marketers vogliono sempre e comunque infilarti in un funnel
  3. I marketers sono più bravi a fare i funnel per se stessi che per gli altri
  4. I marketers si vendono per avere maggiori competenze di quelle che realmente hanno
  5. I marketers ti dicono subito quello che devi fare, ma non ti convincono sul perché
  6. I marketers ti raccontano quello che hanno fatto per altri clienti, ma non ti fanno capire perché possono dare vantaggio a te
  7. I marketers sono bravi a chiedere soldi, molto meno a far capire cosa possono darti in cambio
  8. I marketers oggi sono iper focalizzati sul web e perdono di vista il tutto

Lo so, lo so! Sono generalizzazioni e come tali sono errate. Ci mancherebbe, lo so!

Ma non fermiamoci qui… il fatto è che questa percezione così cristallina e sedimentata non solo è frutto di anni di colloqui e confronti della persona che ho incontrato, ma è anche assai diffusa!

Aggiungo che, ahimé, su molti punti non posso che confermare che esistono molti casi a supporto, anche dal mio punto di vista.

Oggi affermare di fare marketing è difficile e rischioso, perché si rischia di accendere associazioni mentali negative legate al mondo della fuffa, dei funnellisti d’assalto.

Lo dico spesso: il mio principale concorrente è rappresentato dai marketers della fuffa, perché sviliscono il mio job title. D’altro canto, però, è anche vero che gli stessi marketers della fuffa sono anche i miei migliori commerciali, perché molti dei miei clienti sono rimasti scottati da esperienze di insuccesso e oggi sono più attenti a temi legati alla metodologia e all’analisi che sono i pilastri della mia professione.

 

La sai la storia dei lemon market, ovvero del “mercato dei bidoni”?

È oggettivamente complessa, ma il succo è che in un mercato dove chi compra ha meno competenze di chi vende, chi lavora bene ha tutto l’interesse a comunicare tanto e al meglio, mentre chi lavora male ha tutto l’interesse a creare confusione e disinformazione.

La sintesi è che se vuoi fare marketing hai due possibilità:

  1. Farlo senza dirlo, utilizzando altre “etichette” non corrose e inquinate da sedicenti professionisti fuffologi
  2. Farlo davvero bene, in modo diverso, con grande determinazione sia nel portare avanti il lavoro, sia nel comunicarlo al meglio, per contribuire ad una “igienizzazione” della categoria.

Qualsiasi altra soluzione sarà perdente e ti farà lamentare: quindi non intraprenderla!

Qualunque sia la tua scelta, buon lavoro!

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