Perché non mi piace il marketing data-driven

Perché non mi piace il marketing data-driven

Sì, lo so, sembra un paradosso detto da me che mi occupo di marketing scientifico, ma davvero esistono aspetti che proprio non mi garbano di chi fa dell’approccio data-driven il proprio mantra.

Prima di tutto, è una questione di centralità. Dal mio punto di vista, nell’approccio che perseguo con e per i miei clienti, non è il dato al centro. Il centro è rappresentato dalla creazione di valore per il cliente.

La differenza è sottile? Non proprio… il dato è un mezzo, non è il fine.

Il dato serve nella misura in cui aiuta le persone dell’azienda a prendere decisioni migliori per creare valore per altre persone, che siano clienti diretti o decisori d’acquisto in un business BtoB.

 

Facciamo chiarezza sul dato

Vedo troppo spesso persone ossessionate dai dati che perdono completamente il focus sul perché stanno raccogliendo dati.

In secondo luogo, contesto spesso la mancanza quasi assoluta della volontà e della capacità di mettersi in ascolto diretto del mercato. Troppe persone dietro a troppi computer, chiusi nei loro uffici a tipizzare comportamenti attraverso serie di dati. Pochi, pochissimi davvero, che escono a parlare direttamente coi clienti, a osservare i comportamenti d’acquisto, a fare dei marketing test nel mondo fisico e non solo A/B test in quello virtuale.

Un ultimo punto, ma non certo per minore importanza, sta nella capacità di trasformare i dati in conoscenza. Lo dico sempre, le aziende non hanno problemi di abbondanza di dati, ma non sanno cosa farsene. Se hai tracciato tutto il tracciabile a livello di analytics, disseminato di cookies il web, hai pure utilizzato software di crawling per analizzare le conversazioni e il sentiment, MA non mi sai dare indicazioni puntuali, precise e circostanziate per migliorare il mio business, beh grazie ma anche no.

Ecco perché non mi stanco mai di dire che il marketing scientifico non è il marketing data driven: il marketing scientifico raccoglie ed elabora dati attraverso metodologie e approcci ben strutturati e chiari, perché siano gli imprenditori e i manager a guidare, al meglio, le aziende e i loro business.

È sempre la persona al centro, anche della responsabilità. Pensare di far guidare i dati è sciocco, oltre che sbagliato.

In data we trust, for people we work.

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