Il miglior regalo per Natale 2019: algoritmi decisionali

Il miglior regalo per Natale 2019: algoritmi decisionali

Lo so, hai ancora il segno del costume e un po’ di nostalgia dell’estate, ma mancano ormai poche settimane a Natale. Quest’anno, niente libri, vino, liquori, mutande e calzini: quest’anno viziati con un regalo originale ma soprattutto utile.

Prendi un bel foglio e scrivi: «Caro Babbo Natale, quest’anno ti chiedo un set di algoritmi decisionali».

Eh sì, lo so, non è esattamente un regalo che apri il pacchetto ed esclami: «WOWWWW», ma credimi che quando li userai farai ben più di WOW.

Un algoritmo decisionale è ciò che ti serve per abbassare il tuo stress: molto più di una tisana alle erbe, anche meglio di 3 giorni in una SPA dell’Alto Adige.

Perché? Perché va ad agire su una delle fonti principali del nostro stress: la pressione del prendere sempre più decisioni importanti in poco tempo. Si chiama, per l’appunto, stress decisionale.

Per lavoro devi prendere decisioni? Ne senti il peso? Ti capita che poi quando sei a casa hai un rifiuto per ogni tipo di scelta, fosse anche cosa mangiare o cosa fare il weekend e dici: «Non ho voglia di pensarci, decidi tu, a me va bene tutto basta che decidi tu»?

Allora con ogni probabilità sei nell’ottima compagnia di chi risente di tale stress.

 

Dobbiamo prendere decisioni e vorremmo farlo impiegando meno risorse intellettive ed emotive.

Possibile? Sì, in due modi.

Il primo è quello più diffuso, radicato ma ahimè estremamente inefficace: si tratta di dire: «Abbiamo sempre fatto così». Si ripetono schemi comportamentali rigidi incapaci di modificarsi al cambiare del contesto. L’unico problema è che, forse te ne sarai accorto, il contesto nel quale viviamo è un filino cambiato negli ultimi 10 anni e tende ad essere iper dinamico.

La seconda opzione è chiedere a Babbo Natale algoritmi decisionali. Un algoritmo è una connessione logica tra qualcosa che succede (analisi) e qualcosa che, di conseguenza, è opportuno che accada (strategia).

La logica alla base è quella IFTTT (If This, Than That, ovvero «se accade questo, allora quello»).

Se cambiano i fattori di analisi, allora l’algoritmo farà cambiare i fattori strategici. In questo modo ciò che decidiamo di fare è sempre ponderato in funzione del contesto nel quale operiamo, che comprende i trend di settore, i cambiamenti nei clienti, le azioni dei concorrenti, l’evoluzione stessa della nostra azienda e dei nostri prodotti o servizi.

Bello no? È proprio così che funzionano i nostri dispositivi elettronici: è così che un’app di navigazione satellitare ci suggerisce il miglior percorso e lo ricalcola se accade qualcosa, è così che la fotocamera regola la luce, che il pc entra in modalità risparmio energia, che la nostra auto rallenta se ha un sensore di distanza anteriore che registra un ostacolo a meno di tot metri da noi.

Perché non potrebbe funzionare così anche la nostra azienda?

Saremmo più reattivi, più produttivi (quante riunioni inutili in meno!) anche meno stressati.

Non è utopia, è marketing scientifico.

E comunque tua zia ti regalerà lo stesso calzini, lo sappiamo.

Related Posts

No Comments

Leave a Comment

Your email address will not be published.

12 + 3 =