Cosa ho imparato durante le ferie

Cosa ho imparato durante le ferie

Ho staccato completamente la spina (ne avevo un gran bisogno) dalla sera del 21 dicembre alla mattina del 07 gennaio.

Non uno spazio vuoto, quanto un’occasione di pulizia, ordine, ricarica e riflessione.

Ecco alcune cose che mi porto a casa da qualche giorno con la famiglia sulla neve.

  1. La legge di Parkinson recita: «Il lavoro si espande fino a occupare tutto il tempo disponibile; più è il tempo e più il lavoro sembra importante e impegnativo». Lo stesso vale per i bagagli: più hai l’auto capiente, più cose porterai via diventando comunque matto per incastrarle tutte.bagagli automobile
  2. Non è mai troppo tardi per imparare. Insieme ai miei bimbi, ho visto sulla pista baby tanti adulti, anche più adulti di me, che si cimentavano in discese ardite con gli sci convergenti, le braccia aperte e molto spesso il sedere per terra. Senza vergogna. Ho pensato: «BRAVI!». Quante volte invece noi, io per primo, facciamo fatica a cominciare qualcosa di completamente nuovo, a uscire dalla zona di comfort, soprattutto se è pieno di gente che ci guarda e magari ci giudica.
  3. Non si è mai troppo bravi per smettere di imparare. Scio da circa 25 anni e non avevo mai fatto un’ora col maestro; sono un autodidatta che se la cava piuttosto bene. Quest’anno mi sono lasciato convincere da mia moglie e ho preso un’ora di lezione. A certi livelli, sono i dettagli che fanno la differenza. Ho imparato piccoli accorgimenti per la postura delle spalle, della schiena, delle caviglie. Ho apprezzato miglioramenti nell’accelerazione in uscita dalle curve e nel controllo degli sci. Anche nel lavoro è così. Per emergere davvero devi essere un perfezionista. Chi si accontenta non gode.
  4. L’esperienza è il prodotto. Ho bevuto una banalissima birra industriale sulla terrazza di una baita a 2.475 metri che dominava un panorama dolomitico pazzesco, in una giornata tersa col cielo blu. Quella birra, che normalmente schiferei a favore di una buona birra artigianale, mi è sembrata la più buona del mondo.baita montagna
  5. Se vuoi più spazio, impara a fare le cose difficili. Se vuoi fare le cose facili, mettiti in coda. Sono andato a sciare con tre amici la mattina presto del 01/01/2019. Sulle prime piste, poca gente; sulla pista nera, praticamente nessuno: uno spettacolo! Così è anche nel business: non puoi lamentarti se hai tanti concorrenti ma fai lavori comuni o in modo comune. Impara e inizia a fare lavori complessi o lavori tradizionali in modo nuovo e allora potrai divertirti. Certo, questo significa che dovrai dormire meno degli altri…Francesco in sci
  6. Il servizio e la relazione hanno un valore incredibilmente sottovalutato. Non sono andato in una zona di grande richiamo, esistono comprensori decisamente migliori. Però ho apprezzato moltissimo il fatto che ci fossero proposte per i più piccoli (bastano 4 gonfiabili e due casette di plastica per renderli euforici), una baita che fa panini anche senza glutine (non lo fa neppure il tanto blasonato quanto antipatico premiato panificio del paese). Ho apprezzato la cordialità e l’informalità del personale dell’albergo, l’immensa pazienza e gentilezza della mascotte del parco che era sempre subissata dai bambini. Sono scelte e gesti personali che danno un enorme valore percepito ai clienti. Se la natura non ti ha dato i 130 km di piste dell’Alta Badia, punta sui valori intangibili che ti sono possibili.

 

Non vedo l’ora di tornare in ferie, per imparare altre cose 😉

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