Comunichiamo tanto, troppo e male

Comunichiamo tanto, troppo e male

Viviamo in un’epoca di incredibili opportunità, nella quale ognuno di noi può comunicare come mai prima nella storia dell’umanità.

Stiamo usando male questa occasione.

Moltissimi professionisti sembrano essere soffrire di horror vacui, il timore del vuoto, del silenzio.

«Se non comunico non esisto», «se non comunico si scorderanno di me» sembra essere il loro retro pensiero.

È un rischio che tutti noi che comunichiamo per alimentare il nostro business corriamo: se la comunicazione è una leva, più la utilizziamo, più avremo ritorno.

No, non funziona così.

 

Il valore dell’attenzione

Certamente la costanza, la perseveranza e una certa massa critica di contenuti sono premianti, tanto dagli algoritmi delle diverse piattaforme quanto dalle persone che ci seguono.

Ma, come sempre ricordano persone più brave di me, l’attenzione è un mezzo, non un fine.

Nessuno di noi paga collaboratori, affitti e tasse con l’attenzione.

L’attenzione nel marketing è un patrimonio che possiamo sviluppare a nostro vantaggio, oppure depauperare.

Lo sviluppiamo se ogni qual volta che comunichiamo rafforziamo con un piccolo segno l’impronta mnemonica che i nostri interlocutori hanno relativamente a noi stessi.

Immaginiamo la memoria come un’enorme cassettiera. Siamo riusciti a farci conoscere: nella mente dei nostri follower esiste un cassetto che porta il nostro nome. Ogni volta che meritiamo l’attenzione altrui, quel cassetto si apre. Ma cosa ci mettiamo dentro?

Anzi… prima di tutto… abbiamo qualcosa da metterci? Perché ogni contenuto tremendamente superficiale, frivolo, banale, non fa che aprire e chiudere velocemente il cassetto senza altri effetti, se non quello che chi gestisce la cassettiera, dopo un po’ di volte che compie l’azione di aprire il cassetto per niente (perché nulla vi entra), beh… comincia a riflettere maggiormente, se non con sospetto, se quel cassetto è ben assegnato o no. Al limite, ci cambierà etichetta, cestinando la precedente, ovvero la tua.

Prima di veicolare contenuti di ogni genere, pensa a che immagine vuoi costruire nella mente di chi ti presta attenzione. Quindi interrogati quotidianamente: il contenuto di oggi costruisce e rafforza quell’immagine?

Questa e solo questa è la vera metrica di ogni buon contenuto.

Buon lavoro!

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