A Natale, affilate la vostra ascia!

A Natale, affilate la vostra ascia!

La sfida della quercia: come rendere efficace la propria azione

In un piccolo paese di montagna due aitanti giovani si contendevano l’amore della ragazza più graziosa.

I due erano amici e decisero di risolvere pacificamente la loro disputa.

La bella fanciulla meritava solo il meglio: scelsero quindi le due querce più grandi e robuste del bosco e stabilirono che il primo che avrebbe abbattuto la sua quercia avrebbe avuto il diritto di chiedere la ragazza in sposa.

Come ovvio la disputa e la sfida attirarono l’interesse di tutti gli abitanti della valle che, pur non vedendoli, ne seguivano le gesta ascoltando i rumori e attendendo il cedimento degli alberi.

I colpi sferzavano l’aria e si imprimevano sui tronchi. Dopo circa quindici minuti gli abitanti sentirono tacere il frastuono che proveniva da una direzione, mentre dall’altra parte i colpi erano inarrestabili.

«Sarà stanco», si dissero.

Anche il ragazzo instancabile si accorse della differenza nell’azione del suo rivale. Grondante di sudore, coi bicipiti e i pettorali nel massimo vigore, si beava della sua forza e resistenza e pregustava già la serata del suo fidanzamento.

Poco dopo anche il rivale riprese il suo lavoro con l’ascia, salvo concedersi una seconda pausa di lì a breve.

A un certo punto un rumore sordo attraversò il bosco: una delle grandi querce iniziò a piegarsi su un fianco e, travolgendo gli alberi e gli arbusti circostanti, crollò a terra con un frastuono che rimbombò in tutta la valle.

Ne seguì il silenzio tipico dello stupore e dello sconcerto. Era caduta la quercia del ragazzo che si era concesso ben due pause in quell’avventura. L’altro ragazzo, svuotato d’energie e colmo d’ira, accorse per verificare la presenza di imbrogli, unica spiegazione razionale all’accaduto.

«Com’è possibile?» si rivolsero tutti verso il vincitore, affaticato ma pieno di gioia. Ciò che disse ebbe la forza dirompente della semplicità e della verità. «Nelle due pause ho affilato l’ascia, per rendere efficace la mia azione».

 

Natale, un tempo (di festa) investito

Non esiste il tempo vuoto, non esiste il fare nulla. Possiamo scegliere di distrarci, di riposare, di meditare o di riflettere: in qualche modo occupiamo il nostro tempo anche nei momenti di meritata sosta dal lavoro.

Ma perché questo imminente tempo di festa sia un tempo investito – e non sprecato per poi trovarci l’8 gennaio a lamentarci che «le vacanze sono volate e non me ne sono neppure accorto» – dobbiamo decidere come affilare la nostra ascia.

Prendiamoci un impegno e facciamolo prendere anche a colleghi e collaboratori, perché la produttività che metteremo in campo dal 9 gennaio non sarà solo affare nostro, ma responsabilità comune; perché si lavora bene se si lavora bene insieme.

Buone feste! Ci vediamo a gennaio con l’ascia ben affilata per iniziare al meglio un denso anno di lavoro!

Related Posts

No Comments

Leave a Comment

Your email address will not be published.

3 × 1 =