Zuckerberg e Salvini: due uomini comuni fuori dal comune

Zuckerberg e Salvini: due uomini comuni fuori dal comune

Cos’hanno in comune le foto di Mark Zuckerberg al parco con la figlia e quelle di Matteo Salvini con la pasta e ragù in porzione da trattoria?

Nulla è casuale a quei livelli.

I due personaggi, certamente diversi tra loro per mille motivi, condividono una scelta di fondo: l’archetipo di brand.

Esistono 12 archetipi fondamentali ai quali tutti i grandi brand si ispirano: Nike è l’eroe che vince le sue sfide, Mercedes è un sovrano che esercita controllo e potere, Lego è un creatore di nuove visioni, Apple un mago che trasforma la realtà in meraviglia, Mulino Bianco con le sue galline e il casolare in campagna è un innocente che rappresenta la genuinità e la semplicità, Google è il saggio che ha tutte le risposte per noi, Red Bull è l’esploratore che si lancia verso gli estremi, Harley Davidson è un ribelle per gli anticonformisti, Fanta è un burlone che ispira simpatia, Nespresso un amante seducente, Volvo un angelo custode attento alla nostra sicurezza.

Sono 11, ne manca 1….

E poi c’è l’archetipo dell’uomo comune, utilizzato da brand concreti, che desiderano essere in contatto con i clienti, dimostrarsi vicini, “uno di loro”.

Le parole chiave sono umiltà, semplicità, condivisione, concretezza.

Zuckerberg ha un patrimonio stimato di 53 miliardi di dollari (che sarebbero 53 mila milioni di dollari, così per dire) che lo rende l’8° uomo più ricco al mondo, a 34 anni.

Eppure guardatevi la gallery delle sue foto su Instagram: niente lusso, niente eccessi, una tranquilla vita di famiglia come un normale coetaneo. Non ha neppure un ufficio tutto suo in Facebook, narra la leggenda, ma condivide coi colleghi la scrivania.

Perché? Perché tutti i giorni 2 miliardi di persone riversano dati sensibili sulla sua piattaforma di social networking, ecco perché! E lui vuole che pensiamo che lui li gestirà “come un buon padre di famiglia”.

Matteo Salvini a 20 anni era già consigliere comunale a Milano. A parte una brevissima parentesi come operatore di una catena di fast food, non ha mai svolto altri lavori al di fuori degli incarichi politici e di partito. È stato consigliere comunale, parlamentare europeo, ora Ministro dell’Interno e vice Presidente del Consiglio. Facendo conti al ribasso percepisce quindi un reddito certamente non inferiore ai 15-18 mila euro al mese da ormai un decennio.

Quindi, a ben vedere, non ha poi molti punti in comune con il suo elettorato. Ma ciò che conta è l’apparenza, la percezione che si crea, quindi ben vengano le felpe con la zip e i nomi delle città, le foto in casa che mostrano una realtà popolare, i due etti di bucatini al ragù di scatoletta.

Ovviamente qui non è presente alcuna critica a livello politico. Questa è un’analisi di un ottimo lavoro di posizionamento di brand, eccome!

 

Cosa ci insegnano Mark e Matteo?

Mark e Matteo ci insegnano molto bene cosa significa prendere una scelta strategica chiara e portarla avanti con precisione e costanza, post dopo post, goccia dopo goccia.

Non importa se ci piacciono o no come imprenditore e come politico. Analizziamoli come brand: essi producono e commercializzano un prodotto chiamato “fiducia” ai loro rispettivi target per raggiungere i loro obiettivi di business.

Nel tempo dei social network siamo sempre su un palco, chiamati a recitare la parte che ci siamo scelti.

Related Posts

No Comments

Leave a Comment

Your email address will not be published.