Quanto vale un buon manager?

Quanto vale un buon manager?

Avevo deciso di non fare un post su Sergio Marchionne. Primo perché, molti mi sembra se lo dimentichino, non è più un manager ma una persona sul letto di morte. Secondo perché mal sopporto sia gli elogi dell’ultimo minuto sia le critiche di chi non sa neppure la differenza tra ricavo e profitto ma senza dubbio alcuno sancisce che Marchionne è stato un pessimo manager. Tralasciamo.

Quel che mi ha fatto cambiare idea è la seguente notizia: lunedì 23/07/2018, alla ripresa delle contrattazioni, i titolo legati alla galassia FCA hanno subito profonde perdite, bruciando, in una sola sessione, 2,3 miliardi di euro. Nel giorno della sua morte, dichiarata alle 11.30 del mattino, il titolo ha perso il 15% del suo valore a Piazza Affari.

È dunque questo il valore di Sergio Marchionne in Euro?

Perché è chiaro che è stata la notizia improvvisa della sua uscita di scena la variabile scatenante.

Tutto era stato ben congeniato, in perfetto stile Agnelli: la notizia data venerdì, a borse chiuse, l’immediata nomina del successore, una scelta di continuità rispetto al passato.

Eppure ciò non è bastato agli investitori.

 

L’importanza del leader

Qui non stiamo parlando di un’azienda artigiana nella quale esiste una sostanziale coincidenza tra impresa e imprenditore, che magari portano lo stesso cognome.

Qui parliamo di uno dei grandi colossi dell’automotive mondiale, con una serie di società correlate, punte di diamante come Ferrari, una struttura internazionale solida, advisor finanziari e quant’altro.

Eppure una singola persona, neppure espressione della storica proprietà, ha rappresentato e rappresenta così tanto per chi decide come muovere enormi flussi di denaro attraverso la finanza mondiale.

Dobbiamo farcene una ragione: viviamo in un’epoca in cui l’individuo conta più della comunità.

Anche se facciamo il nostro meglio per costruire uno spirito di squadra, per condividere e diffondere una cultura manageriale, all’esterno vogliono facce, nomi, cognomi, persone.

Allora prendiamone atto, perché non possiamo fare altrimenti. Prendiamo il bello di questo fenomeno, oggi così marcato: giochiamoci in prima persona, diamo visibilità a chi lavora con noi.

Un vero leader si vede nel momento in cui lascia il campo. Questa partita è tutta da giocare per FCA: una partita che forse sarà più difficile da giocare in trasferta, agli occhi degli investitori internazionali, piuttosto che in casa, nella gestione quotidiana del gruppo.

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