Valentino Rossi: l’impresa epica che insegna 4 cose a ciascuno di noi

Valentino Rossi: l’impresa epica che insegna 4 cose a ciascuno di noi

Quel che mi ha più stupito del ritorno in pista di Valentino Rossi non è il tempo record intercorso tra la frattura a tibia e perone e la gara di domenica.

Quel che a mio avviso rende EPICO ciò che ha fatto, è stata la sua completa inutilità!

Valentino infatti aveva, ancor prima della frattura, scarsissime possibilità di vincere il mondiale, figuriamoci dopo essa, contando pure su un gran premio in meno. Quindi, come direbbe Antonio Lubrano, la domanda sorge spontanea: «Perché? A che pro?».

La mancanza di una riposta logica è la ragione della grandezza del gesto di Valentino.

Quando compiamo grandi imprese in vista di grandi traguardi, siamo grandi strateghi.

Quando compiamo grandi imprese senza un motivo di utilità, siamo epici.

 

L’impresa di Valentino Rossi può insegnare qualcosa alle nostre aziende?

Sì, eccome! Valentino insegna almeno 4 cose a tutti noi che, a diverso titolo, lavoriamo in azienda:

  1. focalizzazione: quando Valentino è stato dimesso dall’ospedale aveva già in mente il suo obiettivo e il suo staff ha lavorato solo per arrivarci. Qual è il nostro obiettivo? Come stiamo lavorando per ottenerlo?
  2. Oscar Farinetti, in una bellissima intervista con Giorgio Faletti, dice che un sogno deve essere «bellissimo, difficilissimo ma raggiungibile». L’obiettivo di Valentino soddisfava questi 3 requisiti. In azienda dobbiamo trovare quel limite, quella tensione che sta nel crinale tra “difficile” e “impossibile”;
  3. Sun Tzu ci insegna, da migliaia di anni, che «si combattono solo le battaglie che si possono vincere». Ma allora perché Valentino è sceso in pista pur conscio dell’impossibilità di vincere la guerra? Valentino è un calcolatore, lo ha dimostrato nella sua lunga carriera. Non puoi raggiungere quei risultati solo col cuore e non puoi raggiungerli solo con la testa. In una macro strategia basata sulla logica e sul calcolo, è necessario un colpo d’ala in grado di stupire, sparigliare, farsi ammirare;
  4. Per citare Cars, un film Disney Pixar che, grazie ai miei bimbi, ho visto decine di volte, «nelle corse si può fare molto di più che vincere». Valentino è già oggi molto più che un motociclista, Valentino è un brand potente e internazionale. Il Valentino motociclista smetterà di correre, ma proseguirà la sua leggenda. E le leggende non si alimentano con i trofei, le leggende vivono di imprese epiche.

A livello di aziende, possiamo quindi confrontarci sui temi della focalizzazione agli obiettivi, sul carattere sfidante della nostra vision, sulla presenza di una strategia e sulla capacità di risultare disruptive rispetto alle attese.

Come persone, invece, chiediamoci solo una cosa: «Ma io ci monterei su una moto che fa i 300 km/h con una doppia frattura ancora fresca, o starei in divano coi pop-corn a lamentarmi della sfortuna?».

E no, vi prego, siate onesti, non rispondete «Eh ma con i suoi soldi…».

I soldi di Valentino sono la conseguenza del suo modo di essere, non la sua causa!

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