Cristiano Ronaldo: il caso marketing del secolo

Cristiano Ronaldo: il caso marketing del secolo

Cristiano Ronaldo alla Juve è stato definito l’affare del secolo: ma per chi? Per Ronaldo che percepirà 30 milioni all’anno per 4 anni (82.192 Euro al giorno 365 giorno/anno), per il Real Madrid che si vede arrivare un bonifico da 105 milioni o per la Juve che vede un top player mondiale in rosa?

Probabilmente la risposta è TUTTI, ma questo è un blog di marketing e non di calcio mercato, quindi voglio portare la riflessione sul tema delle cosiddette revenue, ovvero dei flussi di ricavi all’interno di un business model.

Il tema è che la Juve fa un investimento fenomenale al costo di 120 milioni nei prossimi 4 anni per ragioni che col calcio giocato non hanno di per sé nulla o poco a che fare.

Cristiano Ronaldo in rosa significa:

  • Maggiori introiti dagli sponsor;
  • Maggiori introiti dai diritti televisivi;
  • Maggiori introiti dalla vendita di biglietti;
  • Maggiori introiti dal merchandising;
  • Maggiori introiti da eventi mondiali in particolare in Paesi come USA, Emirati Arabi, Far East;
  • Possibilità di sponsorizzazione e boost di immagine per il brand Ferrari;
  • Opportunità di “boostare” in modo eccezionale tutto il rebranding che la Juve ha avviato negli ultimi anni (per questo ti invito ad approfondire questo post scritto da Carlotta Silvestrini).

Questo non deve scandalizzarci o farci pensare che il calcio non sia più un gioco o uno sport. Il calcio a quei livelli è BUSINESS e insegna a fare business a tutte le aziende, anche a te, anche a me.

In particolare, ci insegna a suddividere il più possibile le nostre fonti di guadagno, non solo dalla vendita dei nostri prodotti, per aumentare le opportunità e ridurre i rischi.

Ci insegna che il nostro business può alimentarsi da qualcosa di diverso rispetto a ciò che produciamo. Un po’ come Facebook, Whatsapp e mille altri esempi nei quali le aziende creano valore per noi utilizzatori offrendoci valore gratis e producendo utili proprio dal fatto di avere una community fedele e dati da rivendere a inserzionisti («se il prodotto è gratis, il prodotto sei tu», ricordi?).

Ripensiamo in modo creativo i nostri business model! Non per forza dobbiamo produrre prodotti o servizi e guadagnare dalla loro vendita. Quel modello è ancora il più diffuso ma non l’unico e di certo non il più profittevole oggi. Pensiamo che i tre uomini più ricchi del mondo sono Jeff Bezos di Amazon, Bill Gates di Microsoft e Mark Zuckerberg di Facebook/Instagram/Whatsapp.

Forse non faremo il prossimo “affare del secolo”, ma nel nostro piccolo possiamo migliorare il nostro piccolo business.

Cosa aspetti? Ripensa al tuo business model, forse ci sono possibilità che ti stai precludendo.

Buon lavoro!

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One Comment

  1. […] saggia differenziazione del modello di business, ne ha parlato Francesco Sordi in questo articolo focalizzato sui flussi di ricavo all’interno del business […]

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