Cosa ci insegna Radio Deejay

Cosa ci insegna Radio Deejay

Lo scorso 01/02 Radio Deejay ha festeggiato il suo 37° compleanno. Da qualche anno, in quest’occasione, la radio organizza una grande festa in un palazzetto, sempre andata sold-out con mesi di anticipo.

Quest’anno, invece, proprio l’enorme richiesta di partecipazione ha indotto a preferire l’organizzazione di un grande evento, il 22 giugno nell’ex area Expo di Milano, dove non ci sono problemi di spazio.

Radio Deejay è un perfetto esempio di costruzione di una fortissima brand identity capace di raggiungere un altissimo grado di engagement e fidelizzazione.

E allora, anche se non abbiamo una radio, tutti noi possiamo imparare qualcosa da questo successo.

 

I 6 insegnamenti da Radio Deejay

Ho provato a fare una piccola lista:

  1. Forti Personal Brand per un forte Corporate Brand. Linus, Nicola Savino, Fiorello, Fabio Volo, Luciana Littizzetto: sono tanti i volti noti della radio che hanno un grande seguito. Quante aziende, invece, non hanno ancora capito che per far crescere il proprio brand collettivo devono puntare anche sui personal brand individuali? Nella mia esperienza tantissime, c’è un grande lavoro prima di tutto culturale da fare
    conduttori radio deejay
  2. Fedeltà. La maggior parte dei “deejay” hanno una grande anzianità di ruolo, se così possiamo chiamarla. Questo è un elemento sia di rassicurazione e abitudine per gli ascoltatori, nonché di grande affezione. Quanto investiamo in relazioni di lungo termine, dentro e fuori l’azienda?
  3. Approfondiamo il tema: tutti i “deejay” hanno voluto comunicare con i propri account social il sentimento di affetto che li lega alla radio. Una delle espressioni più ricorrenti è «ti voglio bene Radio Deejay». E questo poi, negli altri 364 giorni di trasmissione, si sente. I nostri dipendenti vogliono bene alla nostra azienda?
  4. Storia. Claudio Cecchetto, Gerry Scotti, Lorenzo Cherubini (in arte Jovanotti) e altri non fanno più parte del team ma sempre della famiglia. Vengono spesso invitati, raccontati, celebrati. Sono parte delle radici, sono parte dell’heritage. Siamo bravi a mantenere vivo lo spirito del passato per illuminare quello presente?
  5. Identità. Sono frequenti i passaggi pubblicitari nei quali la radio si racconta («One nation, one station», «Comincia tutto qui», «Il tuo deejay personale»). Sono elementi identitari, ben diversi dal comunicare il numero dei propri ascoltatori (tipico invece di RTL 102.5). E noi curiamo la nostra identità di brand o puntiamo solo sullo “spingere” i nostri prodotti?
  6. Contatto diretto. La radio è eterea per definizione, ma durante l’anno eventi come le Deejay Ten (corse non competitive) aiutano a rendere l’esperienza tangibile e il contatto ravvicinato. Non per nulla sono sempre eventi di grande successo. Riusciamo a incontrare i nostri clienti e a trasformare quegli incontri in esperienze emozionali?

 

Radio Deejay non è la radio più ascoltata in Italia, ma con ogni probabilità è quella con il più alto engagement. Una prova, ancora di più, che per essere grandi, non serve essere grossi.

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